Cos’è l’energia? Ed il Lavoro?
Domande noiose ai tempi della scuola e dell’Università ma che tornano d’attualità oggi.
Continua a leggere —-> “Energia per l’astronave Terra – Libri 2011″
Cos’è l’energia? Ed il Lavoro?
Domande noiose ai tempi della scuola e dell’Università ma che tornano d’attualità oggi.
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Conrto il caldo dell’estate funziona veramente!!!
Leggere di neve e ghiaccio e tempeste non sol oaiuta a sopportare il caldo, ma fa pensare sui concetti delle temperature, dell’adattamento, del freddo, dell’energia che serve al corpo mano ed al vivere moderno.
Lettura divertente e solo a tratti un pò ripetititva.
Se riuscite a superare l’autentico imbarazzo per il titolo roboante, Krakauer con la consueta capacità investigativa vi rtascinerà in un avvincente storia di cui peraltro si conosce già la fine fin dalle prime pagine.
Continua a leggere —-> “Dove gli uomini diventano eroi – Libri 2011″
Interessante serata ieri seri sera proposta dagli amici di Le Montagne E Noi per un film che avevo perso al Film Festival della Montagna, con la presenza in sala di una divertita Cheyenne a rispondere alle buffe domande del pubblico (”Ma il tuo nome è Cheyenne o Maria?”, “La lana si vende?”, “Sono meglio le pecore o le capre?”, “Hai paura dell’orso?”).
Il titolo stesso evidenzia un fattore che forse all’inizio del film non si capisce; la scelta di vita di una ragazza di trentanni appunto che invece che lasciarsi andare ad un futuro da precario, o da lavoratore dipendente senza futuro, si mette in gioco in una attività vecchia (la pastorizia) e nuova al tempo stesso (la cura del paesaggio con le pecore). E lo fa senza recriminare sul passato o sulle scelte di altri.
La sua vita inoltre non è poi così una condanna (come le precedenti esperienze narrate), potendo tornare a casa per pranzo e per la sera, come fosse una impiegata comunale!!!
Il rammarico è nel capire che la pastorizia ormai non produce più reddito; le pecore non servono a fare latte (sono una razza allevata apposta per il mantenimento dei prati) ed addirittura la lana viene smaltita come residuo (che brutta parola, la lana!!!) in quanto nessuno più se ne occupa.
Questo film farebbe gruppo con Into the wild, o con Nanaga Parbat oppure ancora con La morte sospesa di Joe Simpson, pur non avendone lo steso pathos e lo stessa forza comunicativa; un film molto americano insomma, con musica intelligentemente ritmica ed immagini da videoclip, belle ragazze che coinvolgono fino ad un certo punto; sembra quasi un paradosso della nostra età tecnologica; siamo sommersi da immagini e da suoni tutto il giorno e non riusciamo a comunicare nulla.
Allo stesso modo l’autore (Aron Ralston veramente si è amputato i lbraccio per uscire dal canyon) pur con tutte le diavolerie tecnologiche ostentate (e con i marchi bene in vista durante il film….) che registrano ogni attimo della sua sofferenza non riesce (almeno in me) a suscitare compassione od ammirazione, partecipazione o semplicemente pena. Sarà il personaggio volutamente strafottente (ma non con l’intelligenza di Alex Supertramp certo…), sarà l’inutilità delle sue azioni solitarie, ma non riesce a convincermi.
Di certo c’è l’ammirazione per il gesto che gli ha permesso di salvarsi al vita; e non è un caso che egli sia tornato ad arrampicare, persone come quste sono sicuramente fuori dal comune.
Vorresti che finisse ad un certo punto, che qualcuno ponesse fine a questo strazio….
La scelta per il ritorno al cinema è stata dettata da motivi logistici molto stringenti: la vicinanza del cinema Roma (in cui non mettevo piede da circa 10 anni…), la concomitanza di un sabato libero dei suoceri (che voi non ci crederete ma è mooolto difficile che stiano a casa la sera, si sono invertite le parti!!).
Potenza delle colonne sonore; questo è un disco che ti entra in punta di piedi in casa, e lo trovi lì tra tanti altri roboanti CD sulla credenza.
Lo metti su mentre leggi, mentre sei a cena ed hai bisongo di un di un sottofondo musicale dolce e delicato, un accompagnamento musicale ad una conversazione serena ma profonda, come lo è Juno. la protagonista del bellissimo film.
Un film garbato ma pungente, come la lingua della protagonista, lento ma deciso come la gravidanza che decide di portare a termine; dove le famiglie più scalcinate rivelano una forza di coesione inaspettata e dove gli stereotipi su quelle benestanti vegono invece disattesi.
Qui un’ottima recensione della colonna sonora; tra tutte, “Anyone Else But You“.
Vedere il tuo nemico in faccia, al di là del recinto.
Vederlo in carne ed ossa, non dissimile da te; che mangia, beve, sorride, balla e canta come te.
Che cerca solo di vivere, come te.
Ma che purtroppo è diverso da te.
Come deve essere vivere in una zona come la Cisgiordania? Palestinesi e Israeliani vivono fianco a fianco, mischiando le loro culture (i cuochi della festa in casa del ministro della difesa non a caso sono arabi) ma dovendosi odiare profodamente; infatti e la vita non è come un film hollywoodiano con il lieto fine (”Purtroppo il lieto fine c’è solo nei film americani” sentenzia il giovane avvocato) e chiunque provi ad uscire dalla logica dello scontro viene osteggiato.
Non si possono accettare i soldi del nemico, non ci si può ricostruire una vita fuori dagli schemi, l’unica scelta sembra andarsene; il giardino è un pretesto per far capire come questi due popoli, l’uno potentissimo economicamente e militarmente, l’altro poverissimo in tutto e per tutto in balìa di speculazioni terroristiche, siano condannati ad odiarsi.
Le mie letture ferragostane sono piene di libri di montagna: mi fanno evadere e sognare nuove cime…