Cinema Archive

Cheyenne, Trent’anni – Film

La protagonista Maria Cheyenne Daprà

La protagonista Maria Cheyenne Daprà

Interessante serata ieri seri sera proposta dagli amici di Le Montagne E Noi per un film che avevo perso al Film Festival della Montagna, con la presenza in sala di una divertita Cheyenne a rispondere alle buffe domande del pubblico (”Ma il tuo nome è Cheyenne o Maria?”, “La lana si vende?”, “Sono meglio le pecore o le capre?”, “Hai paura dell’orso?”).

Il titolo stesso evidenzia un fattore che forse all’inizio del film non si capisce; la scelta di vita di una ragazza di trentanni appunto che invece che lasciarsi andare ad un futuro da precario, o da lavoratore dipendente senza futuro, si mette in gioco in una attività vecchia (la pastorizia) e nuova al tempo stesso (la cura del paesaggio con le pecore). E lo fa senza recriminare sul passato o sulle scelte di altri.

La sua vita inoltre non è poi così una condanna (come le precedenti esperienze narrate), potendo tornare a casa per pranzo e per la sera, come fosse una impiegata comunale!!!

Il rammarico è nel capire che la pastorizia ormai non produce più reddito; le pecore non servono a fare latte (sono una razza allevata apposta per il mantenimento dei prati) ed addirittura la lana viene smaltita come residuo (che brutta parola, la lana!!!) in quanto nessuno più se ne occupa.

127 ore – Film 2011

127ore

127ore

Questo film farebbe gruppo con Into the wild, o con Nanaga Parbat oppure ancora con La morte sospesa di Joe Simpson, pur non avendone lo steso pathos e lo stessa forza comunicativa; un film molto americano insomma, con musica intelligentemente ritmica ed immagini da videoclip, belle ragazze che coinvolgono fino ad un certo punto;  sembra quasi un paradosso della nostra età tecnologica; siamo sommersi da immagini e da suoni tutto il giorno e non riusciamo a comunicare nulla.

Allo stesso modo l’autore (Aron Ralston veramente si è amputato i lbraccio per uscire dal canyon) pur con tutte le diavolerie tecnologiche ostentate (e con i marchi bene in vista durante il film….) che  registrano ogni attimo della sua sofferenza non riesce (almeno in me) a suscitare compassione od ammirazione, partecipazione o semplicemente pena. Sarà il personaggio volutamente strafottente (ma non con l’intelligenza di Alex Supertramp certo…), sarà l’inutilità delle sue azioni solitarie, ma non riesce a convincermi.

Di certo c’è l’ammirazione per il gesto che gli ha permesso di salvarsi al vita; e non è un caso che egli sia tornato ad arrampicare, persone come quste sono sicuramente fuori dal comune.

Qualunquemente

Vorresti che finisse ad un certo punto, che qualcuno ponesse fine a questo strazio….

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Che bella Giornata – Film 2011

La scelta per il ritorno al cinema è stata dettata da motivi logistici molto stringenti: la vicinanza del cinema Roma (in cui non mettevo piede da circa 10 anni…), la concomitanza di un sabato libero dei suoceri (che voi non ci crederete ma è mooolto difficile che stiano a casa la sera, si sono invertite le parti!!).

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Il giardino di Limoni

Il giardino di limoni

Il giardino di limoni

Vedere il tuo nemico in faccia, al di là  del recinto.

Vederlo in carne ed ossa, non dissimile da te; che mangia, beve, sorride, balla e canta come te.

Che cerca solo di vivere, come te.

Ma che purtroppo è diverso da te.

Come deve essere vivere in una zona come la Cisgiordania? Palestinesi e Israeliani vivono fianco a fianco, mischiando le loro culture (i cuochi della festa in casa del ministro della difesa non a caso sono arabi) ma dovendosi odiare profodamente; infatti e  la vita non è come un film hollywoodiano con il lieto fine (”Purtroppo il lieto fine c’è solo nei film americani” sentenzia il giovane avvocato)  e  chiunque provi ad uscire dalla logica dello scontro viene osteggiato.

Non si possono accettare i soldi del nemico, non ci si può ricostruire una vita fuori dagli schemi, l’unica scelta sembra andarsene; il giardino è un pretesto per far capire come questi due popoli, l’uno potentissimo economicamente e militarmente, l’altro poverissimo in tutto e per tutto in balìa di speculazioni terroristiche, siano condannati ad odiarsi.

Basilicata Coast to Coast – Film 2010

Un percorso interrotto, inconcludente, come la vita dei suoi protagonisti.

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Un angelo tra le nuvole – Angelo d’Arrigo – FilmFestival Trento 2010

Una folgorazione; in mezzo a film comunque spettacolari di imprese alpinistico-sportive condite da frasi a volte trite e ritrite, un uomo parla delle sue  ricerche, del suo modo di vivere ed esplorare con una calma che la solo la virtù dei forti sa dare.

Angelo D'Arrigo

Angelo D'Arrigo

Troppo poco si sa di quest’uomo, di questo pilota, di questo alpinista a suo modo, che sorvolava le Alpi come il deserto del Sahara, come la Siberia, od addirittura l’Everest conducendo in voli stormi di uccelli migratori o rapaci.

Veramente coinvolgente; consiglio una visita al suo sito.

Nanga Parbat – Film Festival Trento 2010

“Il Nanga è solo una montagna, un ammasso di pietre geologicamente interessante, siamo noi che proiettiamo su di lei le nostre ambizioni e le nostre frustrazioni..”

Queste più o meno  sono le parole che Reinhold Messner fa pronunciare a sé stesso alla fine del film; l’occhio chiaro deciso verso la platea (ovvero verso la telecamera), ritto sulle stampelle dopo l’infausta spedizione del 1970 che costò la vita a suo fratello e le amputazioni delle dita dei piedi a lui stesso..

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Salt – Murray Fredericks – FilmFestival Trento 2010

E’ tempo di Filmfestival di Trento, quando la città si riempe di gente variopinta; aumentano le barbe incolte, da campo base, le giacche si fanno multicolori con cappucci e protezioni varie, scendono dalle montagne i climbers e si vedono passeggiare per Trento.

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L’uomo che fissa le capre

Si ride parecchio, ma sguaiatamente, senza intelligenza.

Si ride dell’assurdo, ridicolizzando certi miti adolescenziali continuamente richiamati come quello dello Jedi.

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