Un Blues Brothers in chiave classica, dove Chaikovsky prende il posto di Aretha Franklin, Ray Charles e tutti i cantori del blues che resero grande quel film.
Cinema Archive
Terra Madre – Social Film
C’è di buono che mi ha fatto tornare voglia di fare l’orto, di mettere le mani nella terra con la schiena scaldata dal sole……
Taxi to the Dark Side – Social Film
Ogni tanto fa bene riavvicinarsi alla realtà.
Appoggiare i piedi per terra, annusare il mondo, sentire da dove tira il vento e che parole porta.
Evitare che i piccoli problemi del nostro benessere possano scalfire il nostro ego; smettere di lamentarsi di avere tanto ma di non riuscire a fare troppo; non è questo che facciamo troppo spesso?
Poi capita di vedere un film-documentario di cose che hai già sentito, annusato; tutte cose drammaticamente vere ingoiate e macinate dal vivere frenetico di tutti i giorni, tra un gol fasullo ed una tetta di troppo; tutte cose già sapute ma che vale la pena rivivere nel buio di una sala silenziosa ed attonita. Certi film occorre vederli al cinema, privi di distrazioni; niente telefono, popcorn, campanello che suona, internet a portata di mouse; nessuna via di scampo, nessun “pause” sul telecomando.
E quando ti alzi non trovi commenti estasiati o frasi fatte; la gente riflette, senza parole; alcuni fuggono dal cinema velocemente, quasi vergognandosi di non aver saputo nulla prima, o di non aver saputo reagire abbbastanza. Ti incammini nella notte senza parole, e capisci che la vita che stai vivendo vale veramente la pena di essere vissuta appieno.
La prima cosa bella – Paolo Virzì
Da Ovosodo a My name is Tanino, da Caterina va in città a Tutta la vita davanti.. i film di Paolo Virzì sono un affresco agrodolce e musicale della nostra vita..
Soul Kitchen
Questo è quel genere di film in cui dopo cinque minuti hai già conosciuto i protagonisti principali, ognuno dei quali porta con sé una potenzialità che non vedi l’ora che venga rivelata per dipanare tutta la trama sulla scena.
Così si immagina facilmente che il pazzo cuoco da novelle cousine appena licenziato incroci in qualche modo la strada del protagonista, e che il vechio compagno di scuola intraprendente ed arrivista finisca per mettersi in mezzo quando tutto sembra ver preso la piega giusta.
Ma è questo che vogliamo; l’incontro sanguigno dei personaggi, che rispondono a stimoli primordiali continuamente richiamati dal regista; la carne, sia essa cucinata dal cuoco o sfiorata dalle mani della pranoterapeuta, l’alcool, la danza. Vogliamo vederli ballare, ascoltare la musica, vogliamo vedere come si può vivere fregandosene degli schemi, in una Amburgo dove si sfiorano i polizotti della finanza, puttane e mafiosi, immigrati e punk.
Ci si divrete alla grande, in una serie di sequenze imperdibili; una per tutte la colossale sbronza multicolore di Lucia in un bar di Amburgo.
The Millionaire
Questo film mi era sfuggito l’anno scorso, in occasione della sua uscita, e d ora non me lo sono fatto scappare, complice la sempre prodiga Biblioteca di Vigolo.
Le vite degli altri
Un thriller veramente eccezionale, girato con maestria e giustamente premiato con l’Oscar e con altri premi.
Angoscioso fin dall’inizio, piatto e monocromatico, quasi claustrofobico, con una ambientazione grigia e piovosa, quasi fossero state tutte così le giornate nella Germania dell’Est prima della caduta del muro.
Fa veramente pensare a come deve essere stata la vita al di la del muro, con tutte le restrizioni ed i controlli imposti alle persone.
Le dittature di quel tipo sono fallite per due motivi: primo perché l’apparato costava troppo (la Germania dell’Est è arrivata al collasso finanziario ben prima di quello istituzionale), poi perché non puoi togliere la libertà alle persone, è una cosa impossibile da fare e prima o poi l’onda di piena travolge le barriere.
Le dittature moderne invece ti fanno fingere di avere la libertà, ti incanalano inconsapevole verso scelte che credi di fare autonomamente; per questo sono più dure da sconfiggere.
La ragazza che giocava col fuoco
Tensione, molta più tensione in questo secondo capitolo della sagfa del millennio i Stieg Larsson.
La solita dose di violenza cruda (anche se solo intravista rispetto al primo capitolo per fortuna), ma i colori smorti, i visi non patinati in stile hollywoodiano, sudati e stanchi danno un’idea di realtà che fa rabbrividire.
Il film però è incentrato su una saga familiare, mentre il complotto internazionale, il grande tema della prostituzione dell’Est Europa sta alla finestra; meno impattante allora rispetto al primo film/libro; ed anche se per l’uscita si affollano su giornali e riviste le teorie del complotto sulla morte improvvisa per infarto di Larsson nulla ci fa pensare a qualcosa di preordinato; un semplice fantastico thriller una spanna sopra a tutto quello che c’è oggi in circolazione.
Hollywood può proprio andare a nascondersi quando noi europei ci mettiamo a fare film.
Risorse Umane
Un titolo così, trovato per caso in biblioteca.
Fa il paio con “Volevo solo dormirle addosso“; lì era tutto preordinato ed il giovane arrivista non sembrava per nulla intimorito dall’ambiente aziendale e dai colleghi guardinghi ma sornioni; (geniale il commento del direttore generale:”Pressi, la stimo molto!”).
Qui invece il giovane Frank è proprio in balia degli eventi e le scelte che prende sono proprio le peggiori, finendo per inimicarsi tutto l’ambiente, a destra e sinistra, in alto ed in basso.
Il ritmo sembra lento, ma occorre prestare attenzione a frasi sibilline, la migliore delle quali è: “Un giorno dovrai prendere decisioni così; ne hai le capacità!” rivoltagli dall’amministratore delegato.
Lo ocnsiglio per capire il gioco delle parti in questo periodo di crisi.
Be kind rewind
Uno dei migliori film visti ultimamente.
Mi ricorda quanto Apu, Guidotti ed io giravamo “Agente 006 per chi chiama da fuori Roma”.
Da non perdere.
http://it.wikipedia.org/wiki/Be_Kind_Rewind_-_Gli_acchiappafilm


