Cres – Bike and Sea – Viaggi 2026

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Dopo KRK, Rab e tutta l’Istria questa volta ci dirigiamo a Cres per una settimana di relax dopo le fatiche della stagione ciclistica (le mie, concluse con il Campionato italiano di domenica) e quelle scolastiche (di Enrico che ha terminato gli esami di terza media), per noi ancora inesplorata. Prendiamo il traghetto a Brestova, sulla sponda orientale dell’Istria, lungo una strada trafficatissima e sinuosa tra ville ottocentesche che sembra di stare sulle sponde occidentali del Garda.

Siamo senza speranza: edonisti ed egoisti

Perdiamo il traghetto delle 14 e quindi ci trastulliamo nell’attesa con un tuffo rigeneratore nelle splendide acque; noto che alcuni stanno ad aspettare in auto con il condizionatore e il motore acceso; siamo nel pieno di una catastrofe climatica, l’Europa interna oramai sfonda i 40 gradi (io stesso non avevo mai visto 43° segnati dal cruscotto) e la gente insiste in comportamenti assurdi; fuori al mare si sta benissimo, certo non ci sono 25 gradi ma l’acqua è freschissima.

Nell’acqua del porto di Brestova ci sono pure i coralli; l’area è carsica e ci sono risorgive sotterranee che donano freschezza

Vedo una targa italiana e busso al finestrino dicendo che in acqua si sta benissimo ed è un peccato non approfittarne; ho sempre paura delle reazioni isteriche delle persone ma questa volta i ragazzi sembrano stupiti, poi si accorgono della loro idiozia ed escono e vengono in spiaggia a bagnarsi i piedi. Non saranno gli unici comportamenti assurdi visti in vacanza; auto sempre più grosse, camper mastodontici con aria condizionata a palla, file interminabili di auto accese in sosta; qui l’umanità sembra formata da persone anziane, obese, tremendamente bese che non muovono più un dito; la rivoluzone lelttrica fa sì che oramai nel camper abbiano tutti un monopattino o una bici elettrica per non muovere più un passo nemmeno in vacanza, come se mancasse il tempo.

Mi domando se siano tutti negazionisti oppure semplicemente non gliene frega un gran ché. Edonisti ed egoisti

La costa di Brestova

Eppure la natura ci riserva dei doni

Qui a Cres una sorpresa incredibile; esiste un grande lago di acqua dolce, costantemente in pericolo per il troppo sfruttamento da un lato e per le risorgive di acqua salata dal fondo, che fornisce un’acqua pulitissima e buonissima; noi siamo abituati a bere dal rubinetto, ma questa è veramente buona, limpida e senza retrogusti, e con due borracce puoi stare idratato tutto il giorno, sena continuamente comprare bottiglie di woda al supermercato, come si vede fare nel campeggio. Che dire poi del mare? Qui a Cres sembra ancora più bello del resto del Quarnero; acque limpidissime e coste frastagliate dove trovare riparo, dono della terra carsica; vigneti a profusione che si spingono fino al mare, dove trovare riparo; qui ci sono colture di olivi in tutta l’isola ( di due varietà, la simmica, locale e la poplinka, importata dall’Istria che fruttificano a circa un mese di distanza) , e la verdura, grazie anche all’acqua, si coltiva in abbondanza; pomodori e zucchine veri al mercato, miele di lavanda (ho sentito il profumo dei campi durante le mie peregrinazioni in bici) e un olio chiaro e saporitissimo. Basta alzare lo sguardo e si vedono i grifoni (una specie di avvoltoio) che volteggiano sopra le nostre teste.

Per fortuna che invece la differenziata funziona molto bene; ci sono bidoni ovunque tutto è molto pulito; a parte le immancabili sigarette lasciate alle panchine dalle solite persone.

E ci riserva delle sorprese!

Prima di venire mi ero tracciato degli itinerari usando la piattaforma più comune utilizzata, Komoot, che finisce sempre sotto accusa da cicloturisti improvvisati perché portati su strade sbagliate; avevo dei dubbi guardando le isoipse del terreno, ma quello che non avevo considerato era la durezza del fondo; qui infatti è tutto pietra rotta, tipica del fondo carsico, e i sentieri quando sono scassati sono proprio scassati veramente; come minimo occorre avere forcelle da 150, gomme da 2,5 pollici e protezioni appena si abbandona la strada.

all’inizio ci sono strade piacevoli tra muri a secco secolari.

“Ha fatto anche cose buone”

A un certo punto finisco su una strada napoleonica, fatta costruire dai francesi agli inizi dell’1800, nel corso della breve dominanza sulla repubblica di Venezia; si rattava di un canale per le merci alternative all’Adriatico, dove gli inglesi avevano il controllo del mare. Sempre guerre insomma, come oggi. L’umanità non impara proprio nulla e ogni 100 anni emerge un despota che si vuole imporre sugli altri; o meglio, la gente elegge un despota perché ha bisogno di sentirsi promettere cose impossibili da realizzare; un po’ come se i tuoi figli scegliessero gli zii divertenti e casinari al posto tuo!. Forse non siamo guerrafondai insomma siao solo pigri e stupidi e crediamo a chi ci promette meglio.

Un tratto della strada napoleonica
Poi cominciano i sentieri, dapprima piacevoli
Dopo diventano delle prove di enduro veramente scassate capaci di mettere alla prova sospensioni e braccia.
Sono anche ben segnati
A ogni bivio c’è un cartello, non ci si può sbagliare
Però sono anche poco mantenuti; sono chiusi dalla vegetazione che al mare non lascia scampo…
I terreni sono delimitati da cancelli di frassino, tagliato nelle notti di luna piena; sempre transitabili, non come in Toscana!

Poche spiagge invece

Quello che avevo sempre ammirato dell’Istria e del Quarnero era la facilità di raggiungere spiagge e calette libere da caos, traffico e casinari; qui invece le spiagge sono poche; i famosi sentieri di cui sopra sono dedicati all’agricoltura e si tengono lontani dal mare, salvo alcuni casi; l’isola è ancora molto selvaggia, forse troppo; in parecchie situazioni mi sono ritrovato in mezzo alla macchia per ore, senza possibilità di uscita.

Il faro di fronte a Cres, raggiungibile su un percorso dedicato
Qualche pezzo in riva al mare

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