Pizzo Vezzena e Porta Manazzo – Mountain Bike 2026

Tempo di lettura: 4 minuti

I giri di agosto a due passi da casa; perché intestardirsi a muoversi da qui? A portata di bici ho sentieri bellissimi al fresco, cime panoramiche e itinerari di ampio respiro.

Il solito affollamento di Agosto

Appuntamento a Lavarone col Barba ferragostano; alle 9 tutti i tavolini del Bar Belem pieni, ne adocchio uno e appena mi giro per parcheggiare la bici me lo frega una famiglia veneta, con nonni e cagnolino da braccio. Ci spostiamo alla pasticceria, dove l’unica maniera per essere serviti è aggrapparsi al banco e fissare insistentemente la barista sommersa da ordinazioni di caffè. Un macchiato, un americano e una brioches vuota 5 euro e 10. Olé! Siamo poweri noi oppure è il caffè americano che arriva da Hormuz anche quello?

La bici riscuote ancora applausi

Si incontra di tutto sui sentieri dell’altipiano; principalmente famiglie con passeggini e nonni al seguito; noto che tutti fissano tra le mie gambe per capire se pedalo una bici elettrica oppure no; poi ci si spreca in commenti: “Non è elettrica vero?” mi dice una signora veneta; no certo, ma se lo fosse stata mi picchiava? “Brao caxo u ‘ ste pendenze!” mi guarda ammirato un panzone salire al Pizzo Vezzena; persino i due e-biker che ci hanno sverniciato in basso quando, lasciato il Barba alle sue pulzelle, li raggiungo in cima mi guardano con ammirazione.

La gente sta male

O meglio, la gente sta bene economicamente, tanto da potersi permettere vacanze ferragostane che , si sa, sono sempre le più care; e poi macchine sempre più grosse, abbigliamento sempre più tecnico per fare la passeggiatina del “Respiro degli alberi”; sta bene ma sta male: è agitata, scontrosa, impaurita, litigiosa. Macchine che tagliano gli stop, motociclisti che sorpassano ovunque per poi fermarsi a raccontarsela in una rotonda o prima di uno stop, come se la strada faosse loro; non parliamo poi della ressa alla MAlga Larici per avere un piatto: “non abbiamo i ltavolo riservato?” chiede una elegante signora che sembra appena uscita da un negozio di moda al csuo compagno, mentre guarda inorridita la famigliola vicentina con cui deve condividere il tavolone da osteria. “I xe vestidi dale feste i zitadini!” chiosa la vecchai al mairto. Un isngore strattona per mano il bimbo (Avrà avuto 14 anni!) per farl oentrare di forza i ncucina: “Posso far vedere al mio bimbo la lasagna, così forse la mangia?” chiede gentilmente, mentre padre, figlia, zia e nipote sono accaldati schiena contro schiena in un bugigattolo adibito a cucina per saziare gli ospiti; incenerito all’istante dalla vecchia se ne va con pupo che si lamenta. due amiglie litigan oper pagare il conto, arrivano a chiedere monte in cambio all povera ragazza alal cassa pur di appinaare i lorodebito, che probabilmente si proraggono dall’inizio della vacanza, ora arrivata agl isgoccioli, non solo temporali. All’ennesima sfuriata la figlai se ne scappa piangendo con il cagnolino in braccio.

Il massimo lo raggiungono due persone, madre e figlia, che trascinano un labrador da salotto in evidente affanno per il caldo e per la passeggiata, che spossato vomita davanti all’ingresso; ma con tuti i prati pieni di boazze dovevi proprio farlo vomitare qui? Tutti gli astanti si commuovono per il dolore del quadrupede proponendo ricette magiche per alleviare il dolore; se ci fosse stato un poveracci probabilmente avrebbero chiamato i carabinieri; visto che le due se ne vanno lasciando la chiazza in bella vista mi alzo io e con la mi borraccia do una sciacquatina al pezzo di prato lordato dal povero cane.

Porta Manazzo solo in giù!

Al bivio di Porta Manazzo ricevo ancora complementi inaspettati da un signore a piedi; oggi è giornata di kudos a manetta; speriamo di strappare un bel PR anche sul sentiero verso la val di Sella. Anni fa avevo segnalato questo sentiero come “poco ciclabile” in alcuni punti; ora con le bici moderne si fa al 99%; solo un tratto molto piccolo ha degli scalini in pietra delicati da fare montati in bici. A metà strada mentre sono impegnato in u passaggio vedo con la coda dell’occhio un e-biker ché mi fissa fermo; sta provando a farla in su dalla val di Sella: pazzia!

L’ultimo tratto è tutta una picchiata verso valle; poi sosta al ristorante per una fetta di strudel: buono ma non buonissimo.

Powered by Wikiloc

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.