Oetzi Alpin Marathon 2015

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Oggi altra grande lezione di sport: mi ha battuto un uomo senza un braccio.

Siamo tutti tesi allo spasimo sull’ultima salita  in prossimità del traguardo; ultima rampa impossibile che porta sulla stradina che scende dalla funivia Grawand in Val Senales, ultimo atto della Oetzi Alpin Marathon.

C’è nebbia, non si vede nulla, si sentono solo gli strilli dell’altoparlante dell’arrivo che santifica chi è appena arrivato; noi no, ancora qui a soffrire, in questo purgatorio di nebbia e neve, dove vedi a malapena il culo del tuo avversario, che hai imparato a conoscere in più di quattro ore di gara. Provi a dare tutto, a sprintare per arrivare a quella maledetta stradina che sembra, ma non lo è,  piana rispetto a questo muro infernale.

Ecco che di fianco si avvicina una ombra, lentamente un paio di sci si fanno strada nel tuo campo visivo, poi la testa, poi…. ma non dovrebbe esserci un braccio lì? L’uomo spinge come un matto con il solo braccio che ha seminascosto  dalla sua figura ingobbita nello sforzo. Tanto di cappello amico, io sono qui appeso a due bastoncini nel tentativo di non far scivolare le pelli e tu mi sorpassi così?

All’arrivo ti stringerò la mano sinistra UOMO-DA-UN-BRACCIO-SOLO e ti farò i complimenti, alla faccia di quelli che non si presentano al via  “Perché non ho provato il percorso” o che si lamentano dopo “Che la pressione delle gomme non era quella giusta!” o che “Le pelli erano lente“.

Ormai vedo solo i tuoi nudi polpacci scomparire lenti nella nebbia davanti a me; la sfortuna ti ha tolto un braccio ma la natura ti ha dato un tenacia ed una forza d’animo invidiabile.

Vai compagno ed avversario, il posto in paradiso è tuo, io posso aspettare qui in purgatorio.

Classifica_Oetzi_Alpin_Marathon_2015 

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