Bondone Malga Albi – mountain bike 2008

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Da quando è che non salivo sul Bondone? Mi sembra che ero ancora ai primi anni dell’Università, quando con un gruppo di pseudo futuri ingegneri per calmare i bollenti spiriti si andava su per la “Montagna di Trento” a bruciare fuori ormoni. “Anche oggi si ciula domani” era il nostro motto, e quindi giù di km e km di bici per calmare i nostri spiriti bollenti, e non c’erano ancora i jeans a vita bassa di oggi.Alla funivia di Sardagna Giorgia ed io ci troviamo con Leo; fedeli alla nostra filosofia della “Domenica senz’auto” siamo arrivati in bici da Vigolo; il ritorno poi sarà da ridere, ma intanto per ora ci siamo goduti una fresca discesa in tutta calma, la calma del dì di festa appunto.Partiamo tranquilli per Piedicastello e poi subito si svolta a sinistra alla Ca’ dei Gai; poche rampe che ci permettono di evitare il tratto di strada statale trafficato; incontriamo parecchi ciclisti, è un piacere salire in compagnia; dopo poco prendiamo lo sterrato che ci porta a Sardagna e riprendiamo la via per Candriai; al terzo tornante svoltiamo per il Passo del Camponcino che ci permette di salire dall’altro versante, verso Malga Brigolina; le grosse fatiche sono finite, ed ora si sale tranquilli tra i boschi…non fosse per le decine di auto che ci sorpassano, dirette al pic-nic domenicale.Ancora qualche fatica e siamo alla conca delle Viotte, che con le piogge di questi giorni sono di un verde splendido; breve sosta alla Capanna Viotte (dove mi fanno rivestire perché a petto nudo per far asciugare la maglietta non ci posso stare……) per una coca ed un’occhiatina alla “sanissima” bionda (Leo rimettiti in bici…..) che serve ai tavoli e poi giù verso Malga Albi; prima per strada forestale e poi per un sentierino divertente fino alla Malga, dove si erano sposati Elena e Daniele. Qui è troppo complicato spiegare tutti i bivi che abbiamo preso; Leo sente aria di casa e li scova uno ad uno, anche l’ultimo in un frutteto imbucato quando tutto sembrava perduto (anche la siora che vagava seminuda per il prato sembrava un’anima persa ad essere sinceri….) e che ci porta nella Val dell’Inferno e poi ad Aldeno.

Del rientro non ne parliamo, le Novaline son sempre le Novaline, alle 3 del pomeriggio poi…..  

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