Cima Vallazza e Bocchetta Camosci – Scialpinismo 2022

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La scarsità di neve di questo ennesimo inverno caldo e secco ci porta nell’unico posto dove si possa skiare: le dolomiti di Brenta.

L’ambiente del Brenta è sempre spettacolare; capisco perché si affollano i turisti

Gianmarco e Parolini dopo passo Grosté verso Cima Roma; sullo sfondo le piste di Folgarida e il Cevedale

La val di Tovel, a sinistra la Pietra Grande

In cima Vallazza; volevo andare su cima Roma ma mi sono sbagliato; poco male, così ho tirato fuori i ramponi.

Rientro su Bocchetta Camosci da sud; molto, troppo caldo

La sciata migliore dell’anno a Bocchetta Camosci

Mi sa che sarà anche l’ultima sciata o quasi; oltre all’inverno caldo e secco, al polso battuto a metà dicembre che mi fa ancora male (ho sciato tutto il giorno con il tutore), si aggiunge la positività al COVID-19 che mi sono beccato il giovedì. Non ne sono sicuro, ma sicuramente la birra che i miei compagni hanno voluto bere al Graffer in mezzo alla bolgia da concerto rock di gente senza mascherina non è stata una buona idea, anche se io risulto l’unico contagiato.

MI sono proprio divertito a respirare un po’ di aira buona, e, nonostante lo scarso allenamento di questi ultimi mesi (contratture a nastro, polso rotto, ecc…) riesco ancora a cavamela decentemente; sono però lontani i tempi in cui qua ci venivo in bici da casa oppure facevo gare! Oppure ancora non mi fermavo sotto la cima ma sul Grosté ci andavo picozza e ramponi.

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