Val Gelada e val Centonia – Scialpinismo 2020

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Cinque anni fa questa discesa della Val Centonia mi era sembrata un’avventura per pochi; dopo aver salito la Val Gelada fino alla Bocchetta dei tre sassi infatti eravamo saliti alla cima Sassara con un bel traverso un po’ esposto e una sciatina sul ripido firn primaverile, per poi chiudere con questa bellissima vallata rivolta a nord con una sciata memorabile.

Oggi invece nel cuore del Brenta si registra l’affollamento della montagna che contraddistingue questo 2020 impestato dal COVID-19: colonne di auto ricolme di scialpinisti, parcheggi pieni di berline tedesche fumose e un gran vociare che ci accompagna fin sotto le crode. Sarà che negli ultimi anni sono andato spesso da solo o con piccoli gruppi (e ance domenica scorsa nella frequentatissima val dei Mocheni avevo trovato solitudine e pendii da tracciare), ma le affollate compagnie un po’ tolgono il gusto dell’avventura che contraddistingue questo bellissimo sport. tutto è molto banalizzato, l’accento è posto sull’ultimo ritrovato tecnologico, sulla prestazione, e la discesa, faticosamente conquistata, viene consumata in un baleno con nuovi sci rockerati dalla portanza eccezionale che fanno surfare la neve come fosse un’effimera onda.

Meno male che l’ambiente spettacolare del Brenta fa da sfondo alle nostre misere aspirazioni terrene e adorna le nostre imprese da sciatori delle domenica con la sua austera cornice di crode.

Brina a Campo Carlo Magno: nonostante siamo a dicembre non fa neanche troppo freddo.
Malga Mondifrà
Selfie alla Bocchetta dei tre Sassi con gli amici di Gabriele verso cima Vagliana.
La partenza della Val Centonia
Ripida è ripida, però la neve aiuta.
Risalita della val Meledrio
La quiete delle baite di Campo Carlo Magno.

Certo che se mi sembravano affollate le distese bianche della val Gelada quando arriviamo a Campo Carlo Magno veniamo assaliti dai cafonazzi della pianura: a bordo dei loro SUV da tre tonnellate lottano per il parcheggio fino all’ultimo centimetro, scendono indispettite eleganti signore dai MoonBoot coi lustrini argomentando con frasi colorite una volta tipiche dei famosi scaricatori di porto. Il loro look è lucido e patinato come una copertina di Vogue, l’occhiale sembra uno schermo TV da 50 pollici, con le loro labbra potresti farci slittare i boci sulla neve. C’è posto per tutti in montagna e non sono certo io a fare classifiche, però un certo stile ci vuole!

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