Swimrun del Benaco

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Il sacro fuoco dell’agonismo era un po’ sopito, dopo un anno e mezzo di COVID-19; è bastato scendere in gara alla garibaldina due settimane fa alla gara dell’Oltrefersina MTB per riaccenderlo. Così di impeto mi sono iscritto a questa SwimRun sul Garda, nonostante il ginocchio sinistro ormai da 4 mesi mi faccia un po’ penare, e i pochi km di corsa.

La cosa sembrava interessante; 13 km di corsa vallonata intorno al Garda, 3 km di nuovo fino all’isola del Garda, una location d’elite per eventi ricercati. Inoltre dovevo prima o poi bagnare il nuovo body della BCN triathlon.

SWIMRUN BENACUS
Il trio della BCN Triathlon – SWIMRUN BENACUS

Al via siamo in 3 della BCN: io e due motoscafi Pede e Marolla.

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Partenza SwimRun Benacus 2021 – SWIMRUN BENACUS

Primo tratto di quasi 7 km vallonati nelle campagne del Garda; sono già al gancio dopo 500 metri, e là davanti sono tutti pimpanti. I miei due giovani compagni sono nel gruppo di testa, mentre io sono a bagnomaria tra i primi 7 e il resto del gruppo. La corsa è piacevole, tra antichi borghi su selciato infame, un convento e qualche digressione campagnola, dove trovo inaspettatamente nuova energia: un po’ di salita e soprattutto un po’ di discesa mi rimettono benzina nelle gambe e al primo nuoto cambio terzo. Galvanizzato penso addirittura di superare nel tuffo il mio avversario, ma mi schianto ignobilmente in un sasso sotto il pelo dell’acqua. Già sono una chiavica a nuoto, ma anche andare a cercarsele…

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Lanciato in discesa sulle tracce dei primi due – SWIMRUN BENACUS

Il primo nuoto è solo 800 metri; mi sembra di nuotare discretamente, ma il Garmin inflessibile darà un’altra versione; non mi accorgo che mi passano in tanti e quando esco sul lungolago, tra turisti che bevono il cappuccino noto che davanti a me c’è gente che ho già superato. Sarà il leit motiv della gra, accelerare di corsa e perdere costantemente a nuoto.

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Notare i badili ai polsi che ha il mio avversario – SWIMRUN BENACUS

Secondo tratto a nuoto molto breve e poi si esce per un altro tratto di un paio di km molto impegnativi, tra muretti che celano lussuose ville. Mi fanno il tifo Giorgia e i due fagiolini, che compaiono miracolosamente a ogni curva e urlano come pazzi. Mi sento ringalluzzito e anche se i piedi bagnati ballano un po’ nelle scarpe riesco a correre forte anceh in discesa. Ora si fa sul serio e ci aspettano 1100 metri a nuoto fino all’isola Borghese; capisco che la baldanza di prima è sparita e, complice le forti correnti del canale ceh separa l’isola dalla terra ferma, comincio a naufragare: perdo la traiettoria, spingo poco, bevo anceh molto. Arrivo sull’isola più incazzato che stanco e riverso la mia rabbia sulla corsa, recuperando nel breve tratto tre persone rischiando le caviglie sul selciato.

L’ultimo nuoto è un altro km buono; si parte da un porticciolo angusto, ma appena si mette il naso fuori ci si imbatte nella potenza del Garda: onde alte mezzo metro che si infrangono sui muretti del porticciolo. Anche se il vento è lievemente a favore, sarà la parte più dura; si vedono poco le boe, quando si è nel cavo dell’onda non si vede nemmeno la costa. Vedo sfilare accanto a me tanti atleti, dotati di palette che sembrano badili. Io invece proprio non vado, la spiaggia è lì ma arrivarci mi costa una fatica immane.

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Uscita ultimo tratto a nuoto: non arrivava più – SWIMRUN BENACUS

Appena uscito e rimessomi in piedi però ritrovo le energie per riagguantare il nono posto assoluto e il terzo di categoria, con il secondo a circa 30 secondi.

INDIVIDUALE-Classifica-generale

Il Pede vince la gara, Marolla terzo; per un attimo mi era sembrato di potermi giocare il quinto posto, ma le ultime due frazioni a nuoto si sono rilevate fatali. C’è da lavorare: quest’anno ho fatto più km a nuoto che di corsa e ecco il risultato!

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