Triathlon Olimpico di Sanremo – Triathlon 2021

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Dopo la SwimRun di fine agosto mi era tornata la voglia di un po’ di sano agonismo, voglia poco soddisfatta quest’anno causa impegni e malanni vari. La forma sembrava buona, quando il martedì prima della gara mi ha colpito una forte dissenteria che mi ha lasciato senza forze. Ci ho pensato fino a venerdì, mettendomi in viaggio con la famiglia in un caldo asfissiante sudando freddo. Ormai avevo pagato sia la gara sia la casa e mi seccava rinunciare.

Al limite avrei portato i ragazzi al mare per un ultimo tuffo nelle onde.

La famiglia Giacomippi in trasferta con la macchina piena: bici, SUP e verdure del proprio orto!

Sabato mattina completamente svuotato di forze ho fatto il giro in bici della gara; prima parte sulla bellissima ciclabile di Sanremo, ricavata dalla vecchia ferrovia con tanto di gallerie illuminate.

La ciclabile di Sanremo
Le gallerie della ciclabile di Sanremo

salita verso Taggia (dove nascono le famose olive) e poi il Poggio, dove negli ultimi anni si decide la Milano Sanremo. Salita abbastanza dolce (non mi stupisce che i PRO la facciano col 53), ho provato a tirare in discesa pur con il traffico: a parte due tornanti molto stretti non è poi così impegnativa come discesa, su Strava ho fatto segnare poco più di un minuto rispetto al miglior tempo di Nibali.

La salita del Poggio tra le serre. Sul viso ancora i segni del febbrone da cavallo che mi ha colpito in settimana.

Il pomeriggio ero così stanco che invece che stare in spiaggi coi ragazzi ho dormito nel letto del solito appartamento di AirBnB trovato nel centro di Sanremo. E’ incredibile coem la fantasia italica riesca a ricavare da dei tuguri pazzeschi delle case abitabili, e soprattutto di come riesca a descrivere un monolocale senza finestre con un poggiolo striminzito un “elegante rifugio con dehor e giardino privato”. L’unico vantaggio è stato essere in pieno centro e vicino al centro storico di SanRemo, la Pigna.

Il centro di Sanremo
La Pigna, il centro storico di Sanremo
Maestosi alberi di fico nel centro storico di Sanremo, la Pigna
Chiesa della Madonna della Costa nel centro storico di Sanremo, la Pigna
Interno del santuario Madonna della Costa nel centro storico di Sanremo, la Pigna
La Pigna a Sanremo

Centro storico assai poco curato in realtà, ma molto vivo, pieno di negozietti (negozi di prossimità si dice) che peraltro generano un via vai pazzesco di motorini e di gente ceh parcheggia ogni dove. Se tutti questi motorini fossero bici elettriche (indispensabili viste le pendenze delle strade a picco sul mare, ne guadagnerebbero tutti. Invece le bici elettriche le ho viste utilizzare solo sulla ciclabile, che è piana come un tavolo da biliardo.

Il giorno dopo stavo meglio, e dopo aver riposato in spiaggia (la solita striminzita spiaggia ligure, tra uno stabilimento balneare e l’altro) guardando le staffette giovanili di triathlon, alle 14 ero pronto: solita confusione in zona cambio, dove i giudici sono alle prese con tutti i triatleti che pongono le stesse domande di sempre: “Le scarpe a destra o sinistra?”, “Dove si esce dalla zona cambio?”; il clima del triathlon mi mancava.

Il caldo della giornata prima ha lasciato posto a un forte vento di maestrale, che pone in dubbio il nuoto; nonostante il caldo i giudici ammettono la muta, perciò chiamo Giorgia al telefono che fa una corsa in auto a prendermela, ormai la mettono tutta. Accorciano anceh il nuoto in un triplo giro con due uscite all’australiana pe evitare di uscire dalla baia.

In effetti appena entrati in acqua ci si rende conto delle onde, che aumentano in prossimità delle boe; parecchia gente in difficoltà. Io me la cavo decentemente pur con uno sbaglio di percorso.

Al cambio riesco a non sbagliare nulla e parto verso Taggia in bici; il vento in questo caso a è a favore, recupero un po’ di persone e riesco purea togliermele di ruota; la prima salita scorre via liscia, poi rientrare controvento vero il Poggio diventa un calvario; tutti quelli che recupero mi si attaccano al culo e non c’è verso di staccarli; prendo anche un paio di ragazze prima di imboccare il Poggio per una salita che sarà difficilissima causa il forte vento. Arrivato in cima cotto come un pero spero di godermi la discesa (trovo persino una moto della giuri che fa strada) ma il vento è così forte ceh devo pedalare persino in discesa! Addio sogni di KOM!

Cambio e parto di corsa, ma la magia che di solito mi riesce appena smonto dalla bici questa volta non mi riesce: ho esaurito le energie e le gambe sono di piombo. Mi raggiungono le ragazze in testa alla gara e non riesco proprio ad accodarmi; la galleria della Milano Sanremo, con le gigantografie dedicate ai vincitori, sarà un calvario.

Alla fine chiudo comunque 28 esimo assoluto e terzo di categoria M2.

Il podio M2 al triathlon di Sanremo: il vincitore non si è presentato.

Così per festeggiare il rientro nel triathlon serio (il coach Briga considera serio solo l’Olimpico, i giochetti tipo XTerra o SwimRun sono cose da bambini) ci siamo fatti inchiappettare in un bar lounge al tramonto, mentre i ragazzi giocavano con le ultime onde della sera. E’ incredibile come in queste zone turistiche il livello di servizio sia scarso: poca scelta (niente birra non filtrata, o weizen o birra rossa), aperitivo inesistente, cameriere straniero che sa a malapena l’italiano: sembra di essere ricapitati 20 anni indietro!

.Brindisi a Sanremo

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