Cima delle lepri Bianche e Hoamonder

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Si torna in montagna con i lfreddo dopo una settimana di stopo. LA primavera s ifa aspettare, tira un vento freddo costantemente e le api sono ancora tutte al calduccio.

La settimana scorsa mi sono fatto una bella sgroppata con la BCN Triathlon in val di Non dove, pur vestendo il completo invernale, non ho patito caldo. Tra l’altro ho capito che devo cambiare la mia pur onestissima Dynatek in carbonio che mi accompagna da circa 4 stagioni. Non è una questione tecnica, è solo un vezzo perché si sa che dopo i 40 anni, lo sport è metà abbigliamento e metà atteggiamento.

Oggi siamo partiti un po’ a rilento, e, arrivati al parcheggio di Palù del Fersina alle 8, lo troviamo già pieno di auto, con la gente in coda per prendere il biglietto del posteggio.

Anche questo è scialpinismo nel 2021.

Ci incamminiamo verso al miniera, poi seguiamo delle tracce che deviano dal percorso del Sasso Rosso, e la scelta si rivela azzeccata; un vallone solitario di polvere fino a alla forcella Cavé e alla Cime delle lepri Bianche.

Prima discesa fantastica e soprattutto solitaria, a dispetto dell’affollamento del parcheggio.

Scendendo dalla cima delle lepri bianche - val dei mocheni . Trentino
Scendendo dalla cima delle lepri bianche
Le nostra tracce sulla Cime delle Lepre Bianche - val dei Mocheni - Trentino
Le nostra tracce sulla Cime delle Lepre Bianche

Scesi alla miniera rientriamo sul percorso vero il Sasso Rosso, particolarmente affollato. In cima si temporeggia, del resto la discesa da questa parte è piuttosto crostosa, avendo preso sole il pomeriggio precedente, Nonostante le temperature fresche il sole d’Aprile scalda a dovere.

Dal Sasso Rosso vista sul Sasso Rotto

Risaliamo all’Hoamonder per azzardare la discesa a nord. Questa per fortuna è perfetta.

Discesa dall’Hoamonder

Questo canale ha la peculiarità, oltre che di scaricare spesso valanghe notevoli nel vallone sotto il rifugio Sette Selle, di essere perfettamente visibile da tutta la parte alta della Val dei Mocheni. Il che da quell’euforia di esibizionismo ceh non guasta mai, ma anche il peso della responsabilità di tracciare serpentine perfette in polvere, Cosa che oggi possiamo dire di aver fatto.

Scesi verso il parcheggio incontriamo scialpinisti che salgono alle 11:30; se im sembrava strano in gennaio, mi sembra quantomai pericoloso in aprile, con il gradiente termico che sale con il sole.

Anche questo è scialpinismo nel 2021.

Di ritorno verso l’auto, all’ultima baita della valle non mi si incastra uno sci in un tondino di ferro lasciato lì per caso?

Risultato: stiramento del ginocchio sinistro.

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