Mi ricordo del monte di Mezzocorona perché agli albori della Mountain Bike la leggenda Hans Rey aveva dato una bella dimostrazione delle sue note capacità trialistiche scendendo il sentiero della funivia, quello che tutti i rotaliani fanno all’insù per tenersi in forma.
Ci avevo provato anche io, me lo ha ricordato Bicio, più di 20 anni fa quando, salito con loro dalla strada delle Longe, avevo provato a emulare il teutonico acrobata. Mi ricordo che avevo fatto parecchi passaggi a mano, ma neanche tanti in realtà.
Questa volta proviamo la discesa di Malga Kraun
Oggi invece voglio provare la discesa di Malga Kraun, nera su Trail Forks, S3 con passaggi S4 per diral secondo la scala tecnica di discesa in mountain bike. Solita discesa in città dal senter dei Bindesi; è da un po’ che provo a limare tempi ma sono sempre sul filo del minuto e cinquanta, secondo più o meno; in compenso arrivare in città la mattina è sempre piacevole; oggi proviamo a salire a Mezzocorona dal sentiero in destra Adige.

Facciamo una deviazione a Mezzolombardo dove in piazza al bar Titti, troviamo ospitalità; la barista ci riempie di attenzioni; è ciclista pure lei e ci mostra fiera tutte le foto dei passi raggiunti in sella alle due ruote. Ne viene fuori un siparietto comico che per un momento ci distoglie dall’obbiettivo di giornata: la salita delle Longe con le sue pendenze micidiali.

Da qui in poi basta ciacere; bisogna tenere la concentrazione sulla salita per non perdere una singola pedalata; appena rallenti la pendenza è tale che ti fermi improvvisamente, lo sterzo bacchetta destra e sinistra, la bici sembra quasi voler tornare in dietro. La pendenza è tanta, per fortuna è parte cementata e parte con inserti di lastricato su cui fare presa con i gommini del copertone; senti i tasselli stridere sotto la forza di gravità, piegarsi ma non mollare… o sono le mie gambe a lamentarsi?
Dal Monte di Mezzocorona, ormai meta di igers da tutta Italia per una foto sulla terrazza del brivido, si passa a Malga Kraun; naturalmente nella montagna di Instagram appena oltre l’attuazione non troviamo praticamente più nessuno. solo alla vista di Malga Kraun si materializza qualche viandante, di ritorno dal pranzo in malga. Anche io cedo alla fame e mi faccio fare un bel panino con crauti e carne salada.



La cosa più bella di questo giro alla fine credo non sia la difficile salita del Monte di Mezzocorona o la tecnica discesa di malga Kraun, ma l’avvicinamento a Mezocorona lungo l’Adige e poi lungo il Noce; posto veramente selvaggio e poco conosciuto anche dai trentini.




















