Triathlon Olimpico Lavarone – Triathlon 2018

Triathlon bagnato triathlon fortunato.


Triathlon bagnato, triathlon fortunato!

Acqua non solo nel lago di Lavarone dunque, ma anche durante tutto il percorso in bici e di corsa, con le strade percorse da rivoli d’acqua, le rotonde che sembravano piscine, i freni che non frenavano e visibilità zero. Il tutto con mani e piedi gelati, e il blocco allo stomaco.

Dite voi se è fitness questo…

Fortunati quindi tutti questi poveri amatori (si dice age-group nel gergo della triplice) per essere giunti vivi e vegeti al traguardo. Il compare del Fersen a vedermi all’arrivo mi ha detto che ero bianco come ‘na peza del lat, e ci credo: con il body di lycra  fradicio come unica protezione contro le intemperie! Sì perché usciti dall’acqua c’era pure il sole, e quindi tutto quello che avevo debitamente preparato (gilet, manicotti, ventina) lo ho lasciato in zona cambio ad inzupparsi d’acqua.

“Non è tanto freddo” – pensi all’inizio in bici. E cominciano i tuoni

E con i tuoni acqua catinelle (che poi nubifragio è proprio una bella parola, no?), nebbia e vento. Per non parlare delle poche auto di turisti che oltre a fare slalom tra intirizziti ciclisti in body, risultano proprio d’intralcio. Una l’ho sorpassata quattro volte tra Carbonare e Bertoldi! Ho fatto un po’ di battaglia con ignoti di cui riconoscerei solo il sedere e il numero appeso dietro, e  ho fatto bene a vendere cara la pelle: alla fine il secondo (di categoria) l’ho battuto di corsa, avendo noi fatto gli stessi tempi a nuoto e bici. Caro numero 50, tu che mi hai sorpassato una decina di volte, finirai nei miei ricordi con un sorriso e una stretta di mano sul podio.

Alla prossima, ignoto avversario!

Per quanto riguarda l’asciutta cronaca: ottima gara con ben 350 partecipanti (si tratta pur sempre di un triathlon duro, sia in bici con 800 m D+ che di corsa con 200 m D+), logistica perfetta e bel percorso in bici con 3 giri dell’altipiano. Consiglierei agli organizzatori di proporre un senso unico per le auto in maniera da agevolare i sorpassi. In bici ho fatto il 23esimo tempo, con una potenza normalizzata di 311 Watt; non male direi, ad inizio stagione faticavo a stare sopra i 300. Di corsa invece sotto i miei standard con il 21esimo tempo: anche se un po’ bloccato dal freddo e con la caviglia sinistra dolorante, il Parolari mi ha sverniciato alla grande rifilandomi quasi due minuti con un’ottima frazione di corsa; a Caldaro le sorti erano state inverse. Nuoto discreto, anche se devo sforzarmi di respirare ogni tre bracciate come in piscina, altrimenti esco dall’acqua con la schiena storta. E per quanto riguarda i tempi , prendere 22 minuti da un pro come Degasperi (che va a Kona ai mondiali di Ironman anche quest’anno) e 15 da Cigana, uno che è stato gregario di Pantani, mica pizza & fichi, non è male.

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