Vedrette di Ries – Scialpinismo

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Solito giro di telefonate del venerdì sera: chi va di qua, chi va di là, con chi andare? Con Nicola e Willy avevamo da tempo in mente il Collalto, ma non so…sono perplesso; il grado valanghe è 2, però ha sicuramente nevicato recentemente, ed in certi pendii esposti a sud…..sono indeciso fino al suono della sveglia, che ho messo prudentemente alle 4:15.

Mi decido e vado, anche se la sirena del fido KarlHeinz che va a fare Cima d’Asta (ahimé, molto più vicina e con partenza ritardata….) mi chiamerebbe verso est; dopo la solita corsa in autostrada (mannaggia l’A22 e le sue tariffe..) troviamo ospitalità per un caffé solo al centro del fondo di Anterselva, dove una simpatica e popputa bionda sudtirolese ci ammonisce sulla salita del Collalto; raramente ci capita di trovare bariste informate sulle montagne, e quella volta che ne troviamo una ci riempe di raccomandazioni…i casi della vita o segnali premonitori? Mettiamoci pure che non faccio la mia solita evacuazione mattutina beneaugurante e che al posteggio non troviamo neppure una macchina di locali che i sospetti aumentano; gli unici due che vediamo fanno delle gite a nord, poi arriva un’altra coppia che seguirà le nostre tracce per poi fare la Croda Nera. Guardo su verso i valloni che vedo immacolati come non mai: una favola, se non fosse per le pendenze…non ha scaricato niente e non c’è traccia di umano….perplesso mi confronto con i compari, ma oggi anche il mite Willy ha preso una pillola di SuperEgo (C) concentrato ed allora partiamo su per il torrente.

Collalto KMZ file

L’ambiente e magnifico, dopo il torrente la valle si apre e si risale rapidamente con molte inversioni; vorremmo puntare diretti al canale principale, ma pian piano che ci avvicinamo notiamo 20, poi 30 cm di neve fresca ed il canale in queste condizioni non s’ha proprio da fare. Faccio un paio di traversi verso destra, le pendenze sono sostenute e la neve è proprio tanta; sembra messa giù bene come dice Willy, però tolgo il braccio dal lacciolo ed abbasso la levetta degli attacchini, come non mi capitava da anni. Puntiamo alla forcella (Riepenscharte) in neve immacolata e bellissima; dietro di noi vediamo delle tracce di gente che ci segue ed un pò ci conforta, non siamo gli unici a fare una gita del genere; fanno un percorso diverso, saranno sicuramente altoatesini che non seguono la nostra italica traccia……

Usciti dalla forcella, la vista si apre sulla BarmSpitze (la cui croce ci fa pensare ad un momento alla cima), sul rifugio Parma a destra e sul canale finale del Collalto, pieno come non mai di neve. Propongo la ritirata ai compari, non me la sento di fare certe pendenze; decidiamo di aspettare i due che arrivano dietro di noi sperando di trovare degli esperti; prima ci raggiunge un simpatico quadrupede con gli occhiali, poi il suo padrone: Markus di Anterselva, che ha fatto il Collalto 10 volte solo questa stagione (!!!); di comune accordo decidiamo di tornare indietro, vogliamo aprofittare della polvere lungo il canale almeno fino a che non scalda e non scarica; la danza lungo il canale è da manuale, polvere immacolata a disposizione; in breve siamo fuori dal canale, anche se ogni tanto dalla parete sulla destra, ora completamente al sole, scendono delle scariche. Siamo fuori dal canale e ci prendiamo un attimo di pausa, quando dalla parete viene giù il finimondo, cade sul pendio e comincia a trascinarsi dietro neve e neve; io e Willy ci tiriamo a lato; ci giriamo in tempo per veder la slavina che muore, collassando su sé stessa; faccio una foto che ancora in alto si vede la polvere, e poi ripartiamo; Willy si ferma per fare una foto quando se ne  stacca un’altra, invano lo chiamiamo a  gran voce mentre come un turista giapponese armato di teleobiettivo fotografa la slavina in movimento; quando si ferma serafico come non mai mette via la macchina e ci raggiunge tranquillo noncurante delle imprecazioni di Nicola.

Il resto della discea è su ottimo firn (polvere in alto e firn in basso…ma in che razza di mondo siamo?) fino al bosco, dove troviamo la strada forestale fino alle piste del fondo, che seguiamo fino alla Jausenstation dove ci aspetta una ottima birra e dei gustosi canederli; pian piano arrivano altri scialpinisti, compreso i due che erano con noi; con la birra in mano facciamo due chiacchere fino alle 12, quando l’attenzione di tutti viene rapita dal canale principale, che scarica tutta la neve fresca in un solo colpo…niente da dire, proprio un bel tempismo il nostro!!!

Willy allora gentilmente ci lascia e ritorna in treno a casa, io E Nicola decidiamo di raggiungere Giorgia che con l’uscita del corso di scialpinismo Graffer è al Rifugio Roma, praticamente dall’altra parte del Collalto.

Dopo una ottima cena (mezza pensione a 30 €? onestissimi) ed una serata a carte vorremmo fare il Magro ed il Nevoso, ma come spesso accade in primavera, arriva la perturbazione ed io e Nicola raggiungiamo la cima del Magro nella nebbia più fitta; meno male che non è freddo e non tira vento e che la neve è ottima. Poi la paventata discesa viene evitata con un canale sulla destra, che si rivela divertentissimo e dove Nicola si esibisce in piroette da circo in mezzo a gli alberi.

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