Da quando hanno rifatto il sentiero dei mughi per far salire gli scialpipisti, gente che non è in grado evidentemente di fare una zeta con gli sci, è un gioco da ragazzi salire in mountain bike sul Palon, la cima di 2098 metri che incombe su Trento con la sua ombra che spegne il sole nel pomeriggio.
L’ho consumato negli anni con gli sci d’alpinismo, qualche volta partendo da casa con gli come, la prima volta nel 2013, l’ultima volta un paio di anni fa in una splendida giornata di primavera, con neve fresca dopo un inverno secco.
L’avevo già provata nel 2012, con ben altra bici e tecnica; ma la gamba oggi era proprio quella giusta, e la mia full da 120 mm ha fatto il resto; neanche una volta piede a terra, su un sentiero che, oltre alla pendenza, ha tanti tratti di sassi rotti.
Panini cari come all’autogrill
In cima la solita accozzaglia di merenderos catapultati in cima dal nostro efficacie servizio marketing; che dire di loro, fanno pure tenerezza quando ti domandano “Scusi che cima è questa?” oppure “A che quota siamo? 2100? Però, si sentono tutti!“. Poi però quando vuoi un panino nel locale che hai frequentato dai tempi del liceo e che ti ha visto crescere sciisticamente (come non ricordarsi la prima salita al chiaro di luna nel 1992 con il Barba, quando telefonammo utilizzando la cabina a gettoni presente in cima all’assente NicolaBetta?) e scopri che costano come all’Autogrill, allora un po’ ti girano.


E ti domandi dove stia andando la montagna
E con esso il Bondone; c’è davvero bisogno di tutta queta gente da spennare all’inverosimile offrendogli caraffe di Hugo e di Spritz sul cocuzzolo della montagna, qualunque essa sia? Qualunque essa sia appunto, perché il nome, la roccia, la flora e la fauna non importano più, perché fanno da sbiadito canovaccio di una immensa Montagnaland che stanno diventando le Alpi. Non è nemmeno questione di infrastrutture; non sono nuove strade o la tanto agognata funivia, è questione di cosa si va a fare in montagna; ci si va per il silenzio, per l’aria pura delle alte vette, per il sole cocente e il vento sferzante, per l’ebrezza dell’abisso sotto i propri piedi e per l’inebriante sensazione di fatica nel salirla?
Il resto della discesa è lungo la Direttissima affrontata in salita e in discesa nel 2022, molto divertente.









