Cima Vezzena (Pizzo Levico) – Porta Manazzo – Sella Valsugana – Mountain bike 2008

Tempo di lettura: 3 minuti

Aaaah che bello, ho trovato un nuovo compagnetto per i miei giretti in mountain bike; non più solo dunque a peregrinare per sentieri, è con me Daniele, conosciuto alla Dolomiti Superbike di quest’anno.

Comodamente passa a prendermi a casa in bici; l’avevo avvertito che il giro sarebbe stato lungo, ma il ragazzone vuole osare partendo da Trento….. ed oseremo allora! Partiamo verso il Doss del Bue lungo i 60 km della Vigolana; direzione Frisanchi, poi Passo della Fricca (aggiriamo la galleria lungo la vecchia statale, che sarebbe oportuno non perdere) e via su asfalto fino Lavarone Bertoldi; il traffico è scarso anche se siamo in agosto e tira un vento freddo; a Lavarone un termometro segna 12 gradi; qui deviamo per il percorso della 100 km dei forti verso la Tana Incantata.

Arrivati a Monterovere proseguiamo chiaccherando per Passo Vezzena, superiamo il baito dei Ciangi dove parte il sentiero per Santa Giuliana; speriamo che quello di Porta Manazzo sia un pò più facile per potercelo godere; su indicazione di altri due bikers incontrati lungo la strada deviamo a sinistra ed usciamo dal bosco a Busa Verle, capitando per caso nel raduno regionale degli Scout: una settimana in mezzo al verde per un centinaio di ragazzi; cerchiamo di farci strada quando da un furgone compare l’amicone Fabio, protagonista e gioviale come sempre; ci invita alla festa della sera, ma abbiamo altri impegni.

Saliamo su asfalto verso Porta Manazzo; al secondo tornante chiedo a Daniele se ha voglia di andare in cima al Pizzo Levico e allora deviamo lungo lo stradino austriaco fino in cima in compagnia di molti camminatori; gli ultimi metri sono sugli sfasciumi del forte; lasciamo la bici e saliamo a piedi; in cima c’è sempre un panorama stupendo sui laghi di Caldonazzo e Levico; ci fermiamo un pò a riposare; un fronte freddo da Nord sta investendo la regione, lo si nota dalle nubi in lontananza e dai colori scuri, sembra quasi che l’estate volga al termine.

Scendiamo sul sentiero tracciato nei prati per poi ricongiungerci alla strada da BusaVerle in prossimità di Malga Marcai; il tratto è molto tecnico ed alcuni passeggiatori ci incoraggiano a scendere a piedi, “che si fa fatica uguale”……. La strada continua asfaltata fino ad un paio di sorgenti; purtroppo siamo senza acqua e non ne troviamo nemmeno qui con tutte le piogge di quest’estate; arriviamo finalmente a Porta Manazzo, e finalmente su sterrato mi vien da dire; di questo passo asfalteranno anche il sentiero per Cima Vezzena!

Comincia il sentiero segnato con il numero 204; sono dubbioso perché l’ultima volta che ho portato amici a fare sentieri mi hanno quasi mandato a quel paese…. invece qua il tracciato è proprio godibile; sottobosco con pochi sassi, mai esposto, qualche passaggio tecnico ma nel complesso più facile sia del Tomazol che di quello di Santa Giuliana; mi fermo ad aspettare Daniele; ammette le sue difficoltà ma caparbiamente non molla, sulle sue gambe i segni di una scivolata di troppo e dell’Arte che s’incarna……. A metà strada incontriamo un signore salito da Sella Valsugana; chiediamo lumi sul percorso: naturalmente ci dice che non è possibile scendere…non ne dubitavo!

Invece il percorso si fa ancora più divertente, con numerose svolte (le “zete”) fino ad incrociare la strada che sale da Sella; arrivati alla strada risaliamo fino a Malga Costa, dove ci godiamo una meritata pausa. Ripartiti attraversiamo i prati  per scendere verso Barco di Levico; pensando alle difficoltà ormai passate faccio un pò il brillante lungo la sterrata che scende alla cava ed infatti sul fondo sconnesso prendo una bella imbarcata che mi lascia una bella virgola rossa sulla coscia…. meglio rallentare.

Arrivati in Valsugana attraversiamo campagne assolate fino a Caldonazzo seguendo i segnali dell’ippovia del Trentino, dove prendiamo la sterrata de l’Anza rossa fino a Campregheri e poi Vattaro per la Val dei Oveni e poi di nuovo a casa.

Cima Vezzena Porta Manazzo GPX file

svgallery=portamanazzo2008

2 Comments
  1. Fatta oggi in giornata afosa; salito con Fausto fino a Carbonare (non lungo i 60 km della Vigolana ma lungo la vecchie strada per Centa) poi proseguito da solo.
    Mi è sembrato più corto di due anni fa, segno che la gamba ha ripreso bene; il sentiero è un pò ostico nella parte iniziale, con alcuni scalini (nuovi) non propriamente ciclabili. Poi diventa un bellissismo percorso nel sottobosco fino a Sella Valsugana.
    Da non trascurare il rientro da Sella a Barco di Levico su strada ripida e molto sconnessa.

  2. Rifatto oggi con giornata afosissima; di anno in anno il caldo si sposta a giugno, e che caldo!
    Solitamente a Passo Vezzena si “battono i denti”, oggi invece sudavo come non mai.
    Oggi il sentiero mi è sembrato quasi da 0 penalità; dico quasi perché alcuni punti con la mia front dalla sella ultra alta non permettono azzardi; però mi sono bevuto tutto d’un fiato gli scalini fatti sopra.
    Giro completo in 5 ore, da solo.

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