Sellaronda 2018 – Scialpinismo 2018

Una gara pensata molto e preparata poco.Quest’annata strana, con neve a tratti, caldo e poi freddo  fa perdere i bioritmi alle api ma anche agli sportivi.

Pedalare? Correre? Sciare? Di costante quest’anno ho tenuto solo il nuoto, ceh comunque mi da una bella base di partenza. Quindi mercoledì mi sono iscritto al Trofeo Buonconsiglio, la gara della squadra giusto per  testare i tempi dell’anno scorso, pensando di fare un week end di scarico, magari portando i boci ad arrampicare al coperto, viste le previsioni pessime di questo fine inverno.

Invece il giovedì sera vedo su Facebook che Simone , uno del Primiero con cui avevo fatto battaglio alla Primiero Extreme due anni fa che cerca un compagno.

Quindi su Facebook puoi trovare anche questo.

Oltre a notizie di tutti i tipi, metà delle quali false o costruite ad arte.

Oltre a scoprire che i tuoi amici sono diventati estremisti di destra e di sinistra.

Mi ci sono voluti circa 5 secondi per decidere di contattarlo.

Molto di più per organizzarmi con il lavoro, gli allenamenti dei ragazzi del Fersen e il materiale, ormai vecchiotto. Poi sono partito per Canazei.

Il Sellaronda è una gara fantastica, speciale, unica.

Sarà la notte, sarà che fai il giro del Sella sempre da una parte diversa. Sarà che fai i 100 all’ora in discesa.

Lo rifarei solo per quello.

Quindi al via mi trovo con Simone; una puntatina al bar a bere una birretta  di buon auspicio intanto che mi faccio sciolinare gli sci e poi siamo al via.

In partenza siamo in buon posizione, ma si sa che la gara è lunga.

Rispetto a 4 anni fa, chiuso in 4h 15′, Simone dice di volere rimanere sotto le 4 ore; per far questo so che bisogna salire a 900-1000 m/h costanti, perché poi le discese sono lunghe e comunque un imprevisto può rubare minuti preziosi. Al passo Sella  Simone mi dice che secondo lui il passo è troppo forte, ma cerco di incitarlo per la discesa e a selva di Gardena è davanti a me che corre per attraversare il paese. Mettiamo gli sci e ci accodiamo ad un duo rosa di ragazze in traino che hanno un bel ritmo; a metà provo a forzare un po’ per avvantaggiarmi tenendo il compagno sempre in vista e in cima a Gardena siamo con Fabio e Claudio, due vigolans che menano di brutto e che ci hanno recuperato i 3 minuti di partenza posticipata. Giù di nuovo a tutta; gli sci freschi di sciolina vanno che è un piacere; occorre solo stare attento a chi  cerca di sorpassarti in punti impossibili per non vanificare tutto con una stupida caduta. Il Campolongo segna per noi l’inizio della débacle; Simone mi dice di essere stanco e non riesce a tenere il passo del duo in rosa nonostante delle pelli che vadano molto di più delle mie (in un falsopiano addirittura mi spinge!!!); cerco di incitarlo fino al Bec de Roces, l’ultima salita veramente dura dove molti sono attaccati al cordino.

La discesa verso Arabba come al solito è fredda, ed anche sulla salita al Pordoi non mi si scaldano più e mani; sarà la fatica, saranno le energie che cominciano a venire meno ma il Pordoi, pur con poco dislivello (654m D+) è un calvario che non finisce mai. Adesso ho Simone attaccato al cordino; una esperienza che consiglio a tutti di fare; non c’è uno che tira e uno che si fa tirare; è l’essenza della cordata in montagna; i ruoli potrebbero all’improvviso invertirsi. Per fortuna mi sento bene e tengo il cordino sempre in tiro; riusciamo a recuperare parecchie cordate che sono partite a bomba sulle prime rampe e che poi lentamente si spengono. Noi arriviamo in un tempo addirittura inferiore a quello fatto quattro anni fa sulla salita ma l’obbiettivo ormai è solo migliorare il tempo finale, visto che le 4 ore sono passate. La discesa verso Canazei è lunga e tortuosa, e sul più bello mi si spegne la luce (l’avevo caricata al bar mentre bevevo la birra, sigh!!!) costringendomi a seguire  due davanti, cercando di stare  vicino ma non troppo per evitare le sue brusche frenate. Questo è stato il punto più bello di tutta la gara con la notte che inghiottiva il fascio di quello davanti a 100 all’ora.

Finalmente a Canazei, con lo stesso tempi di quattro anni fa, nonostante la poca preparazione e gli inconvenienti, e con un nuovo amico.

Sellaronda_2018

 

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